CARNEVALE - 21 e 22 febbraio 2004

La storia del Carnevale comincia così...
Il 1986 rappresenta una data fondamentale per ciò che riguarda la storia del Carnevale Bisacquinese in quanto è proprio in quell'anno che si trovano i primi gruppi in maschera impegnati nella realizzazione di carri: si tratta di carri ancora rudimentali e i loro nomi (Il Bruco, I Visitors, Le Baccanti) ci danno l'idea, appunto, di gruppi e non l'identità propria di un carro. .,
E' nel 1987 che si svolge la prima vera e propria sfilata di carri allegorici: essi presentano una lavorazione "artigianale", sono frutto di materiali "poveri" ma già presentano delle "allegorie" ossia una rappresentazione parodistica e simbolica di situazioni e personaggi reali. Vince "King Kong" ma fa epoca "L'Arca di Noè", addirittura fornita di animali veri.
II 1988 vede la partecipazione di numerosi carri e ancor più della popolazione che apprezza molto la novità: a vincere è "Cuncittina e lu sò gatto" mentre alle piazze d'onore vanno "La Corrida" e "Acqua asciutta", satira quest'ultima sui problemi idrici di Bisacquino.
Ne 1989 trionfa "Il mondo di Walt Disney", carro ricco di fantasia ma soprattutto di movimenti, che prevale su un numero di carri ancora crescente. E' anche l'anno in cui va a fuoco il carro "Arlecchino", uno dei casi più celebri del Carnevale Bisacquinese.
L' anno 1990 il primo posto viene assegnato dopo un ballottaggio tra il "Treno di Carnevale" e "Braccio di Ferro", arrivati a pari punti: la spunta il primo.
La guerra in Iraq, iniziata nell'agosto '90, impone l'annullamento della sfilata del '91 proprio per l'atmosfera tutt'altro che festosa creata dal contesto internazionale. Anche il 1992 manca della sfilata dei carri: ci sono soltanto gruppi in maschera che girano per i vari circoli in una gara che si conclude con la vittoria degli "Strumenti musicali".
Nel 1993 si torna a fare carri e la vittoria va al "Carretto di Bisacquino", satira comunale, ma la novità è rappresentata dal fatto che a realizzare i carri sono soprattutto gruppi di giovanissimi, invertendo così la tendenza di fine anni '80 che avevano visto i carri costruiti in maggioranza da gruppi di adulti o da ragazzi abbastanza grandi.
Il 1994 è una data spartiacque: non c'è la sfilata e alcuni giovani inscenano la "Morte del Carnevale.
E invece nel 1995 si ricomincia a fare carri e la sfilata non manca da allora fino a quest'anno. Nascono vari gruppi di "carristi” e rivalità, a tutto beneficio della competizione. Ma lo spirito dei carri si afferma. Vincono, nell'ordine: "La Carrozza di Carnevale", "Busacchinu `na grasta un jardinu", "Biancaneve e i sette nani", "Il Drago Oppressore", "La Macchina del Progresso", "Circo Italia", "Il Grande Fratello - Filippo sei stato nominato", "Acchiappa acchiappa ca u romanu ti scappa"; carri caratterizzati, come del resto anche tutti gli altri, dalla ricerca di un perfezionamento al quale si potrà ambire continuando su questa strada.
In conclusione, la quantità di carri realizzati lungo il corso di tutti questi anni (ben 113… ), riflette le scelte di una società che non vuole perdere la capacità di sognare, sia pure tramite un semplice carro, frutto della fantasia, il potere più grande che ha l'uomo libero.

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I carri vincitori
Immagini del Carnevale

nella foto: Un carro del Carnevale 2003 (per ingrandire l'immagine cliccare sulla foto)